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La Storia
della Villa del Casale
La villa, con i suoi
oltre 3.500 mq. di pavimenti musivi, ci offre il più
straordinario e ampio testo conosciuto di decorazione a mosaico
che, per complessità dell'apparato iconografico non
trova confronti neppure nel grande raggruppamento dei mosaici
delle ville romane tunisine. E di area africana erano le maestranze
che, tra il III e il IV sec. d.C., fornivano all'impero le
più fiorenti scuole di decorazione musiva. Così,
sulla base di dati stratigrafici, confermati da dati storici
e fonti letterarie, la datazione della villa è stata
fissata entro il 340 d.C.
Si accede al complesso attraverso un ingresso monumentale
(sud) costituito da una porta a tre fornici e che certamente
doveva essere intonacato, affrescato (ci rimane qualche resto)
e ornato da statue. Si accede ad un cortile porticato e colonnato
che immette nel portico quadrangolare a nord-ovest oppure
ad ovest verso il quartiere termale. Dal cortile si può
accedere, attraverso due spogliatoi, alla palestra la cui
decorazione musiva richiama una scena di gara con quadrighe
ambientata nel Circo Massimo di Roma. Da qui si accede al
frigidarium di forma ottagonale con sette nicchie a esedra
di cui, quella a sud è una vasca da bagno triabsidata
e quella a nord è una piscina absidata. Le nicchie
sono decorate con scene di vestizione ed abluzione, il frigidarium
con scene marine, le due vasche con pareti e pavimenti rivestiti
di marmi. Dal frigidarium si passa al tepidarium e quindi
al calidarium che manifesta il sistema di riscaldamento con
suspensurae e praefurnia.
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